Negli ultimi anni, chi si occupa di formazione aziendale si è posto più volte la stessa domanda: il modello 70-20-10 è ancora valido? In un contesto in cui il digital learning si è evoluto rapidamente e l’Intelligenza Artificiale sta cambiando il modo in cui apprendiamo, la risposta non è né un si nostalgico né un no radicale.
La verità è più interessante: il modello 70-20-10 non viene superato dall’AI, viene aggiornato.
Cos’è il modello 70-20-10 (e perché ha funzionato così a lungo)
Il modello 70-20-10 nasce per descrivere come le persone imparano realmente sul lavoro:
- 70% attraverso l’esperienza diretta, facendo
- 20% attraverso le interazioni con gli altri
- 10% tramite la formazione formale
Non è mai stato un modello prescrittivo, ma un framework di lettura. E forse è proprio questa la ragione della sua longevità: ha sempre messo al centro la realtà dell’apprendimento, non il catalogo dei corsi. Per anni, però, il digital learning è rimasto confinato quasi esclusivamente in quel 10%: video, e-learning, webinar. Utili, scalabili, ma raramente trasformativi.
L’arrivo dell’AI cambia le regole del gioco
Con l’Intelligenza Artificiale generativa succede qualcosa di nuovo. Non stiamo più parlando solo di contenuti, ma di interazioni.
Pensiamo ai roleplay conversazionali basati su AI:
- simulazioni con un manager virtuale,
- dialoghi con un cliente complesso,
- conversazioni difficili con un collaboratore “challenging”.
Tutto questo avviene in un ambiente sicuro, ripetibile, personalizzato. Senza rischi reputazionali. Senza ansia da prestazione.
Ed è qui che il modello 70-20-10 inizia a mostrare una nuova profondità.
Il 70%: fare, finalmente, anche nel digitale
Le simulazioni AI-based sono apprendimento esperienziale puro. Chi apprende non studia una situazione: la vive. Prende decisioni, sbaglia, riceve feedback immediati, riprova. È il learning by doing applicato al digitale.In questo senso, l’AI porta il 70% dentro il digital learning, rompendo una barriera che per anni sembrava invalicabile.
Il 20%: l’apprendimento sociale si espande
Tradizionalmente, il 20% era legato a colleghi, manager, coach. Oggi possiamo chiederci: un’interazione con un’AI può essere considerata “sociale”? Se l’AI assume il ruolo di interlocutore, coach, facilitatore di riflessione, la risposta è sì. Non sostituisce la relazione umana, ma la affianca e la potenzia.
L’apprendimento diventa continuo, disponibile nel momento del bisogno, e non vincolato alla presenza sincrona di altre persone.
Il 10%: la struttura resta fondamentale
Corsi, percorsi, framework didattici non scompaiono. Al contrario: diventano il contenitore che dà senso all’esperienza.
Il 10% resta il luogo della progettazione, dell’intenzionalità, della coerenza. È ciò che permette alle esperienze AI-driven di non essere esercizi isolati, ma parti di un ecosistema formativo strutturato.
Non una rottura, ma un’evoluzione del modello
L’Intelligenza Artificiale non distrugge il 70-20-10. Lo hackera in modo elegante:
- porta l’esperienza (70) nel digitale,
- potenzia l’interazione (20),
- valorizza la formazione strutturata (10).
Il risultato è un digital learning che smette di essere passivo e diventa finalmente trasformativo.
Dove si colloca l’AI nel modello 70-20-10 oggi?
Se provassimo a rispondere alla domanda “in quale percentuale del modello 70-20-10 rientra l’Intelligenza Artificiale?”, la risposta più onesta sarebbe: in tutte e tre, ma soprattutto nel 70.
L’AI non è un semplice contenuto né un canale. È un abilitatore di esperienza. Quando viene utilizzata per simulare situazioni reali, supportare decisioni, fornire feedback contestuali e permettere di sperimentare senza rischi, l’AI agisce prevalentemente sul fare. Ed è qui che oggi esprime il suo massimo valore.
Allo stesso tempo, l’AI può rafforzare il 20%, fungendo da coach sempre disponibile, da interlocutore intelligente che stimola riflessione, consapevolezza e apprendimento sociale aumentato.
Infine, resta ancorata al 10% quando è inserita all’interno di percorsi strutturati, progettati con obiettivi chiari, logiche di progressione e coerenza didattica.
In sintesi: l’AI non chiede di essere collocata in una sola percentuale. Ma se dobbiamo scegliere dove oggi fa davvero la differenza, la risposta è chiara: porta il 70 nel digitale.
La visione Edflex: dall’apprendere allo sperimentare
In Edflex lavoriamo proprio in questa direzione: esperienze di apprendimento AI-driven in cui le persone vivono le situazioni, non le studiano soltanto. Perché la learning culture del futuro non è più confinata tra aula e video. È dentro una conversazione.
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